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13/07/2023, 20:23:00

Tassazione criptovalute 2023: 7 domande e risposte sul fisco

La Legge di Bilancio del 2023 ha portato con sé una rivoluzione nelle regole che riguardano la tassazione criptovalute in Italia. Le nuove disposizioni legislative forniscono una comprensione più chiara di come le criptovalute vengono definite e tassate. In precedenza, l'Agenzia delle Entrate aveva assimilato le criptovalute alle valute estere, ma questa assimilazione è stata superata grazie alla nuova normativa.

Le criptovalute sono ora definite come "una rappresentazione digitale di valore o di diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga". Questa definizione segna un passaggio importante nella regolamentazione della tassazione delle criptovalute.

Le modifiche più rilevanti sono contenute nell'articolo 1, comma 126, della legge di Bilancio, che ha riformato il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR). Sono state introdotte due disposizioni fondamentali:

  1. L'articolo 67 del TUIR, lettera c-sexies, categorizza le criptovalute come una nuova tipologia di "redditi diversi". Stabilisce che le plusvalenze e altri proventi derivanti da cripto-attività, purché superiori a 2.000 euro nell'anno fiscale, sono soggetti a imposta. Tuttavia, lo scambio di criptovalute con caratteristiche e funzioni simili non rileva ai fini fiscali.
  2. L'articolo 68, comma 9-bis, del TUIR chiarisce come vengono calcolate le plusvalenze e le minusvalenze delle criptovalute possedute. Permette la deduzione solo delle minusvalenze superiori a 2.000 euro.

Queste disposizioni hanno l'obiettivo di chiarire i criteri per determinare la base imponibile per l'applicazione dell'aliquota del 26% e di stabilire il costo o il valore di acquisto della criptovaluta per il calcolo corretto della plusvalenza.

In sintesi, la tassazione delle criptovalute nel 2023 si articola su due punti chiave:

  1. Le plusvalenze derivanti dalla vendita di criptovalute per valuta tradizionale, come dollari o euro, sono tassabili solo se superano i 2.000 euro. In tal caso, rientrano nella categoria dei Redditi Diversi e sono soggette all’imposta sostitutiva del 26%.
  2. Se le criptovalute vengono scambiate tra di loro senza coinvolgere valute tradizionali, non si genera alcuna tassazione.

La nuova normativa sulla tassazione delle criptovalute è un passo avanti nella regolamentazione del settore, fornendo un quadro più chiaro per gli investitori nel mercato delle criptovalute.

La nuova Legge di Bilancio 2023 ha introdotto, quindi, importanti novità per quanto riguarda la tassazione delle criptovalute in Italia.

Analizziamo ora le principali domande che riguardano il settore, fornendo tutte le risposte che ti servono per capire come gestire le tasse sulle criptovalute nel 2023.

Le 7 domande a cui rispondiamo sulla tassazione sulle criptovalute sono:

  1. Quanto si paga di tasse sulle criptovalute?
  2. Quando viene generato un profitto sulle criptovalute?
  3. Quando vanno dichiarate le criptovalute?
  4. Come vengono tassate le crypto in Italia?
  5. Cosa succede se non dichiaro le cripto?
  6. Devo dichiarare le mie criptovalute anche se sono in perdita?
  7. Cosa significa plusvalenze con le criptovalute?

Tasse e criptovalute: 7 domande e 7 risposte chiare

1 - Quanto si paga di tasse sulle criptovalute?

L'aliquota da applicare alle plusvalenze sulle crypto attività superiori a 2.000 € ammonta al 26%. Nel caso in cui si generi un profitto di 2.500€, l’importo che verrà tassato sarà 2.500€.

2 - Quando viene generato un profitto sulle criptovalute?

Il profitto sulle criptovalute si genera quando si trasformano in un valore economico vero e proprio, ovvero quando vengono convertite in valuta fiat o vengono utilizzate per acquistare beni in attività commerciali fisiche o sul web.

3 - Quando vanno dichiarate le criptovalute?

Le criptovalute vanno dichiarate nel quadro RW della dichiarazione dei redditi, all’interno del "monitoraggio tributario".

4 - Come vengono tassate le crypto in Italia?

Le criptovalute vengono tassate in base alle plusvalenze realizzate, ovvero dalla differenza tra il corrispettivo percepito e il costo che l’individuo ha speso per acquistarle. Inoltre, i proventi derivanti dalla detenzione di criptovalute, come ad esempio lo staking, sono tassati al 26% come redditi diversi e non come redditi di capitale.

5 - Cosa succede se non dichiaro le cripto?

Se non dichiari le tue criptovalute, potresti incorrere in sanzioni da parte del fisco italiano. Tuttavia, la nuova Legge di Bilancio 2023 offre la possibilità di "affrancare" il valore delle tue criptovalute al 31/12/2022 pagando un’aliquota del 14%. In pratica, potrai "fissare" come valore d’acquisto il valore delle tue criptovalute al 31/12/2022 e pagare il 26% di tasse solo sulla differenza tra valore di vendita e valore al 31/12/2022, salvo franchigia.

6 - Devo dichiarare le mie criptovalute anche se sono in perdita?

Sì, è necessario dichiarare le proprie criptovalute indipendentemente dalla situazione di perdita o guadagno. Tuttavia, le imposte saranno dovute solo in caso di plusvalenze generate.

7 - Cosa significa plusvalenze con le criptovalute?

Le plusvalenze con le criptovalute si riferiscono alla differenza tra il corrispettivo percepito (le criptovalute che sono state riconvertite in euro) e il costo che l'individuo ha speso per acquistarle. La tassazione delle plusvalenze legate a criptovalute è fissata al 26%, ma si paga solo se tale plusvalenza supera la franchigia di 2.000 euro nel periodo d'imposta.

Qui potete trovare il testo integrale della Legge di Bilancio 2023 pubblicata sul sito della Camera

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